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Il silenzio non è più un vuoto che fa paura,
ma il respiro calmo di una stanza pulita,
lontano dall’ombra che piegava la mia figura,
dalla tela di ghiaccio che chiamavo vita.
Si sono spenti i riflessi di quel vetro tagliente,
che rubava il mio sole per sentirsi regina,
lasciandomi addosso un freddo latente,
mentre il mio cuore moriva sotto la sua brina.
E poi con te il primo bacio, sospeso e tremante,
carico di paure, di dubbi e di attesa,
ma sulle tue labbra, in quell'istante,
ho sentito il sapore della mia vera difesa.
Sapeva di libertà, di catene spezzate,
di un volo incerto che impara a restare,
mentre le mie vecchie ferite, ormai dimenticate,
cominciavano finalmente a smettere di bruciare.
Poi venne il mare, testimone profondo,
dove il vento ci ha avvolti in un lungo abbraccio,
e lì, mentre il sale cancellava il vecchio mondo,
ho sciolto per sempre l'ultimo nodo di ghiaccio.
Cullati dall'onda, in quel bacio salmastro,
sotto lo sguardo di un cielo infinito,
ho capito che non ero più un astro
nel buio di un amore malato e sbiadito.
Nei tuoi occhi verdi ho trovato il mio porto,
prati immensi dove il giudizio svanisce,
un riflesso sincero che non dà mai torto,
che mi guarda piano e mi riconosce.
E i tuoi capelli biondi, fili di luce vera,
sono l’oro che scalda la mia nuova libertà,
la carezza dolce della mia primavera,
dopo un lungo inverno di sola oscurità.
Ora guardiamo avanti, verso un unico orizzonte,
dove i nostri figli saranno rami di un solo giardino,
unendo le vite con la verità sulla fronte,
in un unico, grande e dolce cammino.
Sogno una casa che profuma di pace e di attesa,
unita dall'amore più limpido e puro,
dove la serenità sia la sola promessa difesa,
e il nostro domani un porto finalmente sicuro.